Mondiali Montréal 2026, Marlen Reusser bissa il titolo: “Condizioni opposte allo scorso anno. Ero molto nervosa per la lunghezza della cronometro”

Marlen Reusser si conferma campionessa iridata a cronometro ai Mondiali di Montréal 2026. L’atleta svizzera conquista la seconda medaglia d’oro consecutiva, dopo il successo lo scorso anno a Kigali. Due prove contro il tempo molto diverse, sia per il percorso che per le condizioni, ma 35enne elvetica è riuscita a fare ancora una volta registrare il miglior tempo. Una corsa in crescendo, in cui ha recuperato progressivamente terreno sulla britannica Zoe Bäckstedt, andando poi a chiudere in 50’24” con 40″ di vantaggio. Pur essendo indicata dalla maggior parte degli addetti ai lavori come grande favorita, la svizzera non era convinta di poter fare il bis, vista la gestione inedita di uno sforzo così prolungato.

Ero molto nervosa e anche incerta – il commento di Reusser ai nostri microfoni dopo l’arrivo – Ne avevamo discusso a lungo su come affrontare la gara. È una cronometro molto lunga. Non ho esperienza con le cronometro da 40 km, quindi abbiamo discusso molto su come gestire il ritmo, quali parametri seguire”.

Reusser a 7 chilometri dalla conclusione è andata anche a raggiungere e superare la neerlandese Demi Vollering, partita un minuto e mezzo prima di lei: “Sì, è stato bello superare Demi, da un lato, ma allo stesso tempo mi dicevo che non significava nulla, perché magari non era un percorso adatto a lei o qualcun’altra avrebbe potuto essere molto più veloce. Non volevo conoscere i tempi intermedi, mi dicevo di non pensarci: se ti concentri sul fatto di averla superata, ma poi scopri di essere in ritardo di un minuto rispetto a un’altra, è un po’ sciocco. Quindi ho cercato di attenermi al mio piano, continuando a spingere fino al traguardo”.

La svizzera ha poi sottolineato come la vittoria odierna sia molto diversa rispetto a quella di dodici mesi fa: “No, è stato davvero molto, molto diverso: non solo il percorso, ma anche le condizioni; credo fosse l’esatto opposto. A Kigali avevi trovato le condizioni più difficili in assoluto. Eravamo in quota, con aria pesante e caldo torrido; credo che i valori di potenza espressi siano stati i più bassi della mia carriera per una cronometro: penso di aver spinto più watt anche quando ero ancora dilettante. Quest’anno, invece, siamo al livello del mare. Fa freddo. È un percorso diverso, quindi si possono esprimere potenze molto differenti; non credo si possano fare paragoni”.

La tensione quindi alla partenza era tanta: “Penso che, se hai già vinto venti volte, non è detto che tu debba vincere anche la ventunesima: ogni volta devi concentrarti al 100%, devi fare un’ottima gara. Lo sapevo bene ed ero molto tesa”. Una vittoria resa ancora più speciale dal giorno in cui è arrivata, essendo oggi il suo compleanno: “Sì, è speciale, ma non ci ho pensato troppo al fatto che sia il mio compleanno. Mi sono detta che se non avessi vinto, avrei potuto festeggiare comunque”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Ciao!   Per favore, potresti disattivare il tuo adblocker su SpazioCiclismo? :)   Sappiamo che la pubblicità invasiva è fastidiosa e lavoriamo sempre per cercare di limitarne l'utilizzo. Recentemente abbiamo apportato importanti modifiche proprio in questo senso, cambiando partner per ottimizzare la necessaria raccolta pubblicitaria, che permette al nostro sito di andare avanti da oltre dieci anni, e bilanciarla con la giusta fruibilità del sito.   Altrimenti, puoi abbonarti alla nostra versione AdFree. Il primo mese è gratis, clicca qui per provarla!